venerdì 26 maggio 2017

Piccoli fatti di provincia, Felpa Iemma, Jane Weaver, Mishima, Les Enfants du Paradis

- Il parrucchiere del mio paese è il padre della migliore amica di mia sorella. Mi è sempre stato sul cazzo. Da quando è morta mia madre mio padre ci passa un sacco di tempo insieme alla nobiltà del paese. Roba che quando metti piedi nel salone ti senti morire. Se penso a questo parrucchiere a me viene in mente questa canzone e alla sua ironica ferocia. In 38 anni solo una volta questo parrucchiere mi ha tagliato i capelli e me ne vergogno.

- Che noia il tempo dei premi letterari. Per fortuna che c'è Felpa Iemma.

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Modern Kosmology di Jane Weaver sembra davvero bel disco.

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Un bell'articolo su Mishima: YUKIO MISHIMA, ‘La Narrazione della Purezza’ – Simōne Gall.

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Che meraviglioso film.
Nel cinema dove lavoro non arriverebbe mai un film del genere.
Non capirebbero nemmeno che si tratta di un film.

giovedì 25 maggio 2017

25 maggio e mia madre

Se fosse viva mia madre oggi avrebbe compiuto 71 anni.
Ma è morta a 68.
A mia madre piaceva tantissimo, come a me, il caldo.
A quest'ora avrebbe già cominciato a pensare al mare.
Non è mai stata in Grecia ma se fosse stata a Matala (parlo di Matala perché conoscendola è il tipico paesino turistico che le sarebbe piaciuto) o a Rodi non so se le sarebbe venuta voglia di tornare a vivere in Brianza.
A mia madre piacevano Sentieri Selvaggi e la ferocia.
Mia madre mi ha fatto soffrire per tutto l'amore che si portava dietro.
Quando all'ospedale le hanno detto che aveva un tumore, l'oncologo mi ha confidata che era almeno un anno che mia madre era malata. Moribonda. E che mia madre lo metteva in soggezione.
Mia madre ha sempre avuto un grande ascendente sui maschi.
Dopo un'ora che stavano in sua compagnia, mia madre avrebbe potuto disporre di loro come voleva.
Mia sorella si vergogna di avere il suo stesso potere.
Mio padre cerca di esercitarlo con le donne tutti i giorni e non fa che imbarazzarmi.


Ho ascoltato tantissimo questo album durante la malattia di mia madre.
Alcuni dottori e infermiere di fronte al mio aspetto si sono spesso chiesti se fossi un tossico.
Ci andavano vicini.
Oggi al cimitero ho incontrato uno stronzo del cazzo che vive nello stesso palazzo di mia zia.
Volevo stare solo coi miei pensieri e invece questo stronzo che mi fa schifo da quando son nato non ha mai smesso di parlare, della sua povera moglie, del suo cane che piscia ovunque, dei suoi figli, della donna che gli pulisce casa.
Me ne sono dovuto andare per non mettermi a litigare.
Risalito in macchina mio padre mi dice "Sono contento che non ci hai litigato".
Ecco, mia madre ne sarebbe stata poco fiera.
Mia madre se lo sarebbe mangiato quello stronzo.
Poi sarebbe tornata a casa.
Non avrebbe mangiato nulla.
Sarebbe stata intrattabile.
Ma se lo sarebbe mangiato.
Sempre.
E ci avrebbe anche lasciato le penne.
Ecco, anche io stasera sono intrattabile.
Fuori ci sono degli stronzi che da due ore grigliano e grigliano e mi appestano casa con la merda che vogliono mangiare.

La verità mamma è che l'estate, da quando sei morta, ha perso tanti gradi di fascino.
Mi manca quando mi chiedevi "Hai fatto il bagno? Hai nuotato?".
Adesso che sei morta il lago sembra ancora piu' freddo a maggio e io a maggio un tuffo nel lago l'ho fatto tante volte da ragazzino.
Davanti al mare ci vuole molto prima che trovi la forza di tuffarmi.

Mi vergogno di me stesso se penso che sei stata tu a morire prima di me.
C'erano viaggi che t'aspettavano.
Ho pregato fino alla fine che accadesse un miracolo.

martedì 23 maggio 2017

Manchester, Ariana Grande, Jonathan Lethem, Priestess

Non sapevo chi fosse Ariana Grande.
Ma oggi ho incontrato una ragazzina delle medie che vive nel mio palazzo che piangeva, distrutta, in cortile. Una sua fan. Una probabile coetanea dei feriti e dei morti di Manchester. Mi ha spezzato il cuore. 

Si', vivo di prossimità.
E mi sento vicinissimo a Saffie e Georgina e a tutte le altre vittime di questa vigliaccata e ai loro cari che in queste ore si vedono la vita distrutta.
E non me ne faccio un problema a esprimerlo.

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Mica me lo dimentico.

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Oggi avevo giorno libero e non ho fatto altro che leggere tutto il romanzo di Jonathan Lethem e poi guardare il Giro d'Italia. 

E parlare di quanto accaduto a Manchester.

"Anatomia di un giocatore d'azzardo" (La nave di Teseo, traduzione di Andrea Silvestri) entra a far parte del gruppo dei romanzi piu' tristi e lancinanti che ho letto nella mia vita. 
Ne sono uscito dilaniato.
Me lo portero' dietro per un sacco di tempo.

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E intanto sto perdendo il mio posto di lavoro.
E perdere il mio posto di lavoro significa perdere il permesso.
Siamo in vena di ragazze.
Diamoci dentro con Priestess.
Chiudiamo gli occhi, non dimentichiamo.

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Sarà un'estate durissima e feroce.

lunedì 22 maggio 2017

Giocare a nascondino

Da bambino adoravo giocare a nascondino in cortile con tutti gli altri banditi e bandite dei palazzi.
E in questi giorni, che sto per compiere 38 anni, sono i bambini croati che giocano a nascondino e "ce l'hai" a farmi sorridere.
Il figlio della portinaia mentre rientravo mi ha pregato con gli occhi di non svelare il suo nascondiglio.
Ma nascosta nella mia ombra sorrideva una predatrice di 8 anni. 
Come al solito le bambine sono le piu' agguerrite.
Quando in cortile venivo beccato dalle bambine sui loro volti c'era sempre dipinta la ferocia della guerra.





Due righe su "Elegia americana" di J.D.Vance


Non lo so se "Elegia americana" di J. D. Vance (Rizzoli, 2016, traduzione di Roberto Merlini) sia veramente un libro che permetta di comprendere le ragioni della vittoria di Donald Trump e soprattutto di comprendere chi siano gli hillbilly, la white trash, questi uomini e donne appalachiani che vivono in una della zone, o forse nella zona, piu' povere e depresse degli Stati Uniti dove imperano la disoccupazione, la droga, l'alcolismo, la mancanze di prospettive.

Non lo so davvero ma questo libro ha tre pregi:

1) ricordarci che gli Stati Uniti sono una realtà molto complessa e gigantesca che vive anche oltre le metropoli scintillanti, le meravigliose coste che non ho mai visto dal vivo, il surf, i parchi naturali, i ghetti neri, la musica, la letteratura, Hollywood e l'off Hollywood, eccetera, eccetera...
2) Vance racconta la sua durissima vita (una madre tossicodipendente, povertà, padri assenti, ambiente violento) e quella dei suoi cari senza troppi piagnistei (in generale non aspettatevi un progressista o un liberal e bisogna anche ingoiare alcune riflessioni sulle guerre americane e religione che non sono cosi' semplici da accettare), senza vittimismo, tirando bordate tremende (ma sempre con amore) a chi vive/sopravvive di un assistenzialismo sfrenato, a chi non si fa mai carico delle proprie responsabilità e colpe e scarica sempre sugli altri le cause delle proprie difficoltà...ma lo fa sempre riconoscendo di aver goduto, a differenza di molti altri suoi coetanei, quantomeno del privilegio di vivere con una nonna straordinaria capace di offrirgli quell'amore e quell'esempio di una vita alternativa senza cui sarebbe finito pure lui alla deriva.
3) ed è scritto benissimo e sembra un vero e proprio romanzo.