mercoledì 9 agosto 2017

Riletture estive, libri che mollo dopo poche pagine, un ricordo uscito da un racconto

Oltre ai libri "nuovi" che sto leggendo ce ne sono altri che sto rileggendo. Ultimamente sto rileggendo questi per aiutare una persona che sta cercando di scrivere una tesi/saggio/qualcosa del genere sugli scrittori collaborazionisti francesi:






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Romanzo che ho mollato dopo venti pagine.

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"Al manicomio c'era da una parte, A1, A2 A3 e cosi' via, il padiglione uomini. Da quell'altra parte c'era dove tenevano le donne: B1 B2 B3 eccetera. Pero' a un certo punto avevano deciso, per motivi terapeutici, di lasciarci mischiare ogni tanto. E come terapia non c'era male: chiavavamo come ricci nei sgabuzzini, fuori in giardini, dietro il granaio, da qualsiasi parte. Molte di quelle donne erano là perché si fingevano pazze perché i loro mariti le avevano scoperte sul fatto con altri uomini, ma tiravano a fregare: si facevano ricoverare onde muovere il merlo a pietà, per poi uscire e ricominciare daccapo. Quindi tornavano dentro, riuscivano fuori, e cosi' via. Ma durante la degenza, quelle donne dovevan pure pigliarlo in corpo, cosi' noi facevamo del nostro meglio per accontentarle. Manco a dirlo il personale sanitario era occupatissimo (i dottori a scoparsi le infermiere, le inservienti a farsi fottere dai portantini) e nessuno s'accorgeva di niente. Questo ci stava bene."

Rileggendo questa prima parte de racconto di Bukowski "Rosso come un giaggiolo" ho ripensato a quando una volta, da adolescente, fui ricoverato per qualche giorno in un ospedale. Ero allettato e tutte le volte che entrava un'infermiera quarantenne e mi controllava flebo, temperatura, padella mi toccava sempre il pene con molta insistenza. Il vecchio sporcaccione che stava nella mia stanza mi diceva che era la mia occasione. Che le infermiere erano tutte cosi'. E che erano i miei capelli ad attirarla. Ovviamente non se ne fece nulla. Il giorno delle dimissioni, l'infermiera mi fermo' e sorridente mi disse "Cosa dovevo fare per fartelo diventare duro?". Sprofondai.




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